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  • Immagine del redattoreMassimo Gavello

A #VerdunoE' giornalisti di tutta Europa

Abbiamo partecipato ad un'interessante evento stampa di eco internazionale, alla sua seconda edizione per degustare la nuova annata del Verduno Pelaverga DOC.


VERDUNO (Cn) - VERDUNO è UNO cresce - dagli 11 produttori del 2023 ai 18 riuniti quest’anno - così come cresce l’impegno su diversi eventi di grande levatura, come la masterclass per professionisti, a Vinitaly, guidata dal pluripremiato wine writer e riconosciuto esperto di vitigni autoctoni Ian d’Agata, o i tasting per winelover e appassionati curati dal sommelier Sandro Minella alla Cantina Comunale di Verduno, passando per un evento stampa di eco internazionale, alla sua seconda edizione, #VerdunoÈ, che ha raccolto nel piccolo paese delle Langhe giornalisti di tutta Europa e d’Italia per far degustare la nuova annata del Verduno Pelaverga DOC.


Quest'anno abbiamo partecipato anche noi di Langhe TV Magazine, in queste immagini scattate a “La Sbornia a Verduno“, molto più di un ristorante ma un luogo dove esplorare i sapori delle Langhe in modo innovativo, svincolato da schemi tradizionali della classica ristorazione.


Il lavoro di Verduno è Uno sul Verduno Pelaverga DOC e sulla promozione del territorio prosegue  senza sosta anche in questo 2024, come spiega il presidente Diego Morra:


L’intento collettivo è di lavorare congiuntamente per salvaguardare e custodire l’unicità di questo vino e di questo e  territorio, anche a fronte delle sfide che ci pone il cambiamento climatico, adattando anzitutto al  meglio il lavoro in vigna per poter garantire sempre un’uva di alta qualità; valorizzare le specificità  del vitigno Pelaverga Piccolo, della denominazione e del territorio che ne è patria elettiva,  proponendo il vino, raccontandolo, presentandolo ai consumatori locali e internazionali;

porre  l’attenzione sul grande potenziale del Verduno Pelaverga DOC in termini di abbinamenti  gastronomici, così come la sua innegabile versatilità che lo rende interessante per culture e tradizioni  culinarie assai differenti, cosa che intendiamo valorizzare proprio in questa nuova edizione di  #VERDUNOÈ attraverso il coinvolgimento del cuoco finlandese Jyrki Sukula; farsi ambasciatori di un  territorio, e non solo di un prodotto, intendendo per territorio il suo bagaglio storico, culturale,  artistico, naturalistico, rafforzandone e incoraggiandone la vocazione turistica, d’intesa con le  Istituzioni deputate; accogliere e fare squadra con i nuovi colleghi che, sempre più, si stanno  affacciando alla denominazione, con curiosità e interesse, cooperando e portando in modo coeso  la voce degli associati a farsi sentire e a far parlare di sé nei contesti opportuni, locali e internazionali. 

Verduno è Uno, il nome della nostra associazione, non è infatti casuale, ma ribadisce proprio  ambedue i concetti chiave che muovono il nostro operato: l’unicità di questa denominazione e il  suo radicamento territoriale a Verduno, ma altresì la coesione, la determinazione e l’unità di gruppo  crescente di produttori locali che – da ormai quasi 30 anni - porta avanti a testa alta il valore di  questa denominazione”. 


IL NOSTRO REPORTAGE FOTOGRAFICO DELL'EVENTO STAMPA DEL 30 MAGGIO 2024



L’ASSOCIAZIONE 


Tra le due guerre mondiali e nel dopoguerra l’azienda Comm. G.B. Burlotto aveva mantenuto attiva  l’antica tradizione di vinificare il pelaverga piccolo in purezza. Negli anni Cinquanta e Sessanta, la  produzione era divenuta esigua e difficilmente superava le 1000 bottiglie all’anno. Era frutto della  vendemmia separata delle piante di pelaverga piccolo ancora presenti nei vigneti di Nebbiolo,  Barbera e Dolcetto di proprietà dell’azienda e di alcuni viticoltori del paese.


Foto Anastasia Florea


ASSOCIAZIONE VERDUNO è UNO – VERDUNO PELAVERGA DOC 


Nel 1972, su iniziativa del Castello di Verduno, si impiantarono nuovi vigneti interamente a pelaverga piccolo: la strada fu seguita via via da altri produttori. 

Questo passaggio rappresenta il nucleo storico per l’avvio del progetto dell’associazione dei  produttori di Verduno, che si costituirà ufficialmente nel 2000, ma operava in via informale dagli anni  Ottanta. Le aziende fondatrici furono sei: oltre al Castello di Verduno, Fratelli Alessandria,  Commendator G.B. Burlotto, Gian Carlo Burlotto – Cantina Massara, Bel Colle, Vinandolo di Antonio  Brero. 

Il progetto fu condiviso da tecnici e vinificatori. Le istituzioni sposarono la causa, a partire dal  Comune di Verduno che mise a disposizione un terreno di proprietà nel cru Monvigliero per la  creazione di una vigna sperimentale. Furono coinvolte nelle attività di ricerca le Facoltà di Agraria  e gli Istituti di Coltivazioni Arboree delle Università di Torino e Milano, l’Istituto Sperimentale per la  viticoltura di Asti, il Seminario Permanente di Luigi Veronelli. 


Grazie al lavoro di squadra, si arrivò alla valorizzazione del vitigno fino all’istituzione della Doc  Verduno Pelaverga nel 1995, un anno dopo l’iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà di Vite (codice 330). 

La prima bottiglia vestita con la “fascetta” è frutto del lavoro di tutti, anziché di una singola azienda:  una versione istituzionale, con etichetta realizzata ad hoc dall’artista svizzero Henri Spaeti.  

L’associazione conta oggi 18 soci, mentre le cantine che producono Verduno Pelaverga sono 19, per un totale di oltre 200mila bottiglie dalla vendemmia 2022, quasi tutte reperibili intorno ai 15-20  euro a scaffale in Italia. 


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